·   Intrumentum Laboris per i sinodali   ·

L'INSTRUMENTUM LABORIS PER I COMPONENTI DELL'ASSEMBLEA SINODALE, DISTRIBUITO NEL CORSO DELL'INCONTRO DEL 23 NOVEMBRE 2014, È DISPONIBILE PRESSO LA SEGRETERIA DEL SINODO DIOCESANO.

Dalla presentazione del Vescovo Roberto:

Carissime/i,
           consegno a tutti voi l’Instrumentum Laboris composto in modo particolare per i membri sinodali. Contiene la storia di questo primo tempo sinodale. Sono tre i piani che orientano il cammino: il piano fenomenologico, cioè quello della dimensione percettiva (rilevare dal contesto, dai contatti, dalle esperienze); il piano metodologico, ossia l’attivazione di ‘processi’: ad es. le dinamiche avviate nel contesto dei piccoli gruppi sinodali. Allo stesso tempo andiamo ad attingere alle perle della Scrittura e della sapienza della Chiesa, alla stessa liturgia, e che traspaiono di luce: una luce capace di donare riflessi e tonalità nuove per chi ad essa si avvicina o che essa stessa raggiunge. Anche il deposito della fede è in movimento, è dinamico, non dice sempre le stesse cose. Andando a toccare la vita, le nostre questioni, la Parola di Dio genera nuovi significati. Detto in tre parole: storia, relazioni, sorgenti; o ancora: dati culturali, vita della Chiesa, Rivelazione; esperienza, comunità, fede.


Può essere utile ricordare questa molteplicità di piani, per il valore che riconosciamo alla vita consegnata alla nostra responsabilità; ai suoi racconti di famiglia e di comunità, di dolore e di gioia; per la fiducia che riempie l’approccio verso il mondo; per l’ineguagliabile attrazione che hanno su di noi la Scrittura, i Padri e tutta la Tradizione viva della Chiesa, la preghiera. Nelle forme più diverse e secondo sensibilità e compiti diversi, dobbiamo fare in modo che avvenga un dialogo tra lo Spirito (e i suoi linguaggi) e la nostra Chiesa, che questo dialogo abbia per oggetto ‘il bene pastorale’ del popolo di Dio e che accada realmente questo dialogo: con le sue imprevedibilità, fatiche e sorprese. I due interlocutori - lo Spirito e la Chiesa - sono soggetti viventi; noi ne siamo parte. L’avvenimento di questo dialogo è il Sinodo. Per quanto sia lo Spirito che la Chiesa superino ogni singolare espressione, noi, personalmente e comunitariamente, ne siamo strumenti, per il cammino di fede che ci sostiene, con la disponibilità che ognuno/a vorrà metterci.


In questo tempo si sono susseguiti, e ancora si avvicenderanno, incontri, riflessioni personali e condivise, approfondimenti, ecc. Vi partecipiamo dall’interno delle nostre comunità, mentre ne viviamo la storia quotidiana; ci interessiamo ai problemi, impieghiamo le nostre forze. Dovremo ascoltare, esprimerci, elaborare, proporre. Ci accorgeremo di quanta ricchezza è dotata la Chiesa, nella diversità dei suoi soggetti. La sensazione di essere rematori dalle forze insufficienti per una barca troppo grande, per una traversata impegnativa, verso direzioni da intravvedere e intraprendere, non fermerà quello che Papa Francesco chiama ‘il ‘fiuto che il Popolo di Dio ha per trovare nuove vie per il cammino, il “sensus Instrumentum Laboris per i lavori dei membri dell’assembela sinodale fidei”, che dicono i teologi’ (Assisi, 4 ottobre 2013). Sotto l’azione dello Spirito l’insieme del popolo di Dio, per il senso della fede che lo rende partecipe della funzione profetica di Gesù Cristo, è abilitato a discernere quali sono le vie del Vangelo per oggi. E il criterio fondamentale perché questo si realizzi è l’ecclesialità, la partecipazione piena alla vita della Chiesa.


Siamo in un percorso di discernimento spirituale e pastorale in cui è importante la consapevolezza della continuità: qualcuno ha iniziato e avviato il lavoro, oggi altri sono chiamati in causa, altri ancora proseguiranno. Ci sono dunque dei tratti provvisori che comportano la capacità di ricevere e accogliere e poi di fare e consegnare il proprio tratto, nella libertà interiore e nella gratuità. Di mano in mano il testimone fa il suo cammino. Si comprende allora la responsabilità personale e di tutti ad accompagnare i tratti provvisori nella continuità e nell’unità del cammino. È l’ascolto dello Spirito e delle voci nei quali Egli si dona (la Parola di Dio, la Chiesa, i segni del nostro tempo ...), a tracciare strada, tempi, ritmi.
Grato per l’impegno e la responsabilità che esprimete in questo servizio ecclesiale, benedico tutti e ciascuno!


+ Roberto, vescovo di Mantova