·   indicazioni liturgiche per le Eucarestie domenicali   ·

 

 Sommario:


 

 
Preparazione
  • La solennità del Corpo e Sangue di Cristo si integra perfettamente con l’esperienza sinodale: mentre si dà una speciale attenzione al segno dell’Eucaristia, si è naturalmente portati a vedere la Chiesa tutta, Corpo di Cristo, nella sua realizzazione capillare e diocesana.
  • Anche l’eventuale inizio del Grest può essere vissuto come segno dell’attenzione missionaria e pastorale di una comunità viva, che condivide con Cristo l’attenzione ai piccoli, ai giovani, alle famiglie, alla gioia di vivere insieme.
  • Innanzitutto è da curare bene ciò che è alla base di ogni celebrazione eucaristica, con ancora più attenzione, considerando la solennità che si celebra: conviene che ogni celebrazione eucaristica abbia i suoi lettori (uno per la prima, uno per la seconda lettura), incaricati per tempo e ben preparati, i ministri per il servizio all’altare, gli incaricati del canto, con la scaletta dei canti già pronta e provata.
  • In ogni parrocchia sarà già appeso il manifesto della Settimana; e saranno già stati distribuiti nelle settimane precedenti i volantini.
  • Vista la stagione, si potrà adornare la Chiesa con spighe, che richiamano il pane eucaristico, e la semina e il raccolto abbondante del Regno di Dio, a cui il Sinodo vuole aiutarci a corrispondere.
  • Dove lo si ritiene opportuno, è consigliabile valorizzare durante la celebrazione la presenza dei componenti dei piccoli gruppi sinodali e dei componenti dell'Assemblea sinodale. Si può affidare loro l'avviso e l'invito a partecipare alle serate durante la settimana.
 
Riti di ingresso
  • Si faccia una processione di ingresso almeno con la croce e i ceri, in tutte le celebrazioni; dove c’è il diacono, questi porterà l’evangeliario; è consigliabile che vari ministri e incaricati partecipino alla processione, mostrando i vari aspetti del mistero di Gesù-servo che entra alla presenza della sua comunità.
  • Si consiglia l’atto penitenziale con il Kyrie cantato; le intenzioni potrebbero essere: “Signore, che hai donato la tua vita per salvarci; Cristo, che nel tuo sangue hai stabilito l’Alleanza; Signore, che fai di noi il tuo corpo;.
  • Almeno il ritornello del Gloria sia cantato.
 
Liturgia della Parola
  • A noi che “vogliamo vedere Gesù” è chiesto prima di tutto di ascoltarlo: sentiamo la sua voce, profeticamente annunziata nel gesto di Mosè, che nel sangue sigilla l’Alleanza; nel suo stesso Spirito preghiamo il salmo; dalla lettura apostolica siamo invitati ad entrare nella profondità del suo mistero; nel Vangelo lo vediamo donarsi, come avviene ogni domenica, senza che quasi ce ne accorgiamo. Per far questo, non servono grosse preparazioni complicate: solo alcune persone che si sono preparate a proclamare la Parola (anche il prete, o il diacono, a cui è affidato il Vangelo), e una comunità disposta ad ascoltare, in silenzio, con attenzione, coinvolgendo nel silenzio anche chi è meno disposto.
  • Se possibile, cantare la sequenza; almeno la parte più specifica; altrimenti farla leggere alternata tra un lettore e l’assemblea (occorre stampare il foglio). L’Ufficio Liturgico provvederà il foglio da stampare.
  • Il gruppo liturgico parrocchiale preparerà la preghiera dei fedeli. Si può prendere ispirazione dallo schema che sarà messo a disposizione dall’Ufficio Liturgico Diocesano.
 
Liturgia eucaristica
  • Curare la presentazione dei doni: alcune persone (una famiglia? i bambini che hanno fatto la prima comunione? gli animatori del Grest? porteranno il pane e il vino, e l’acqua. Conviene che i doni abbiano una loro visibilità, anche in relazione alla grandezza della chiesa: una patena consistente, con molte ostie dentro; il calice con il vino già dentro; o un altro recipiente con il vino. I doni possono essere collocati all’inizio della chiesa, su un tavolino in evidenza, che può essere un richiamo visivo per chi entra; da lì poi, attraversando l’assemblea, si portano all’altare. La processione avviene senza fretta, opportunamente distanziandosi doni l’uno dall’altro.
  • L’altare sarà spoglio di ogni ingombro, e verrà usato solo per la liturgia eucaristica. All’inizio del canto alla presentazione dei doni, alcuni ministri (se sono presenti, l’accolito e il diacono) collocano su di esso il corporale, il messale, eventualmente il microfono. Il presbitero resta seduto, e la processione non parte subito: solo quando l’altare è apparecchiato, si muove la processione con i doni, e anche il presidente può andare in un luogo adatto per accoglierli.
  • Può essere cosa buona dare un segno di attenzione ai bambini che hanno fatto la prima comunione. Riservare un posto per loro; possibilmente insieme ai loro genitori.
  • È un giorno rilevante anche per i ministri della comunione, che sono invitati ad aiutare la preparazione e la celebrazione della festa. Può essere una giornata in cui portare la comunione agli ammalati con particolare attenzione, chiedendo loro la preghiera per il Sinodo.
  • Valutare la possibilità della Comunione sotto le due specie, a tutta l’assemblea, o ai bambini e catechisti, o ad altri gruppi per cui si ritiene opportuno. Se anche ciò non fosse possibile, resta cosa buona che la comunione si faccia con il pane consacrato nella stessa Messa, come è raccomandato per ogni Messa, senza attingere alla Riserva Eucaristica.
  • Cantare l’Agnello di Dio, mentre si spezza l’ostia grande e si fanno le parti in vista della Comunione.
  • Dopo la frazione del pane, recuperare il segno della preghiera silenziosa di chi presiede, a cui corrisponde il silenzio adorante dell’Assemlea. 
 
Riti di conclusione
  • Si conclude con la benedizione solenne; oppure con la processione eucaristica, se è prevista.
  • È l’inizio del Grest? In tal caso, dare uno spazio ai fanciulli e agli animatori PRIMA e AL TERMINE DELLA MESSA.
    • Fuori della Chiesa, ci saranno i simboli e gli striscioni del Grest. I bambini e gli animatori possono consegnare una preghiera per il Grest a tutti coloro che entrano in Chiesa.
    • Al termine gli animatori riceveranno la benedizione; fuori, sul sagrato o in un luogo adatto, si può fare il canto del Grest.
  • Valutare la possibilità della processione eucaristica: si eviti innanzitutto di farla coincidere con le serate della settimana sinodale. Si potrà tenere di domenica, o dil sabato, o in un altro giorno adatto. Si può anche prevedere un momento prolungato di adorazione eucaristica, secondo le consuetudini locali. Nella processione e nella adorazione è bene ricordare il Sinodo diocesano e le sue tematiche , anche utilizzando i testi biblici che hanno ispirato il Sinodo e le Questioni Pastorali. Può essere interessante una impostazione a tappe, soffermandosi in luoghi significativi del quartiere o della parrocchia, affidando a diversi gruppi la preparazione e l’esecuzione di ciascuna tappa che può essere colegata ai temi sinodali.
 
Letture:
Schema sintetico
  • Es 24,3-8 - Alleanza nel sangue. 
  • Salmo 115 Che cosa renderò al Signore per tutti i benefici?
  • Ebrei 9,11-15 Offrì se stesso senza macchia a Dio
  • Marco 14,12-16.22-26 La nuova alleanza nel mio sangue
 
Colletta 
Signore Gesù Cristo, che nel mirabile sacramento dell'Eucaristia ci hai lasciato il memoriale della tua Pasqua, fa' che adoriamo con viva fede il santo mistero del tuo Corpo e del tuo Sangue, per sentire sempre in noi i benefici della redenzione. Tu sei Dio...
Oppure: Signore, Dio vivente, guarda il tuo popolo radunato attorno a questo altare, per offrirti il sacrificio della nuova alleanza; purifica i nostri cuori, perché alla cena dell'Agnello possiamo pregustare la Pasqua eterna nella Gerusalemme del cielo. Per il nostro Signore...
 
Prima Lettura Es 24, 3-8
Ecco il sangue dell'alleanza che il Signore ha concluso con voi.
In quei giorni, Mosè andò a riferire al popolo tutte le parole del Signore e tutte le norme. Tutto il popolo rispose a una sola voce dicendo: «Tutti i comandamenti che il Signore ha dato, noi li eseguiremo!».
Mosè scrisse tutte le parole del Signore. Si alzò di buon mattino ed eresse un altare ai piedi del monte, con dodici stele per le dodici tribù d'Israele. Incaricò alcuni giovani tra gli Israeliti di offrire olocausti e di sacrifi­care giovenchi come sacrifici di comunione, per il Signore.
Mosè prese la metà del sangue e la mise in tanti catini e ne versò l'altra metà sull'altare. Quindi prese il libro dell'alleanza e lo lesse alla presenza del popolo. Dissero: «Quanto ha detto il Signore, lo eseguiremo e vi presteremo ascolto».
Mosè prese il sangue e ne asperse il popolo, dicendo: «Ecco il sangue dell'alleanza che il Signore ha concluso con voi sulla base di tutte queste parole!».
 
Salmo Responsoriale Dal Salmo 115
RIT: Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore.
Che cosa renderò al Signore, per tutti i benefici che mi ha fatto? Alzerò il calice della salvezza e invocherò il nome del Signore. RIT
Agli occhi del Signore è preziosa la morte dei suoi fedeli. Io sono tuo servo, figlio della tua schiava: tu hai spezzato le mie catene. RIT
A te offrirò un sacrificio di ringraziamento e invocherò il nome del Signore. Adempirò i miei voti al Signore davanti a tutto il suo popolo. RIT
 
Seconda Lettura Eb 9, 11-15
Il sangue di Cristo purificherà la nostra coscienza. 
Fratelli, Cristo è venuto come sommo sacerdote dei beni futuri, attraverso una tenda più grande e più perfetta, non costruita da mano d'uomo, cioè non appartenente a questa creazione. Egli entrò una volta per sempre nel santuario, non mediante il sangue di capri e di vitelli, ma in virtù del proprio sangue, ottenendo così una redenzione eterna.
Infatti, se il sangue dei capri e dei vitelli e la cenere di una giovenca, sparsa su quelli che sono contaminati, li santificano purificandoli nella carne, quanto più il sangue di Cristo - il quale, mosso dallo Spirito eterno, offrì se stesso senza macchia a Dio - purificherà la nostra coscienza dalle opere di morte, perché serviamo al Dio vivente?
Per questo egli è mediatore di un'alleanza nuova, perché, essendo intervenuta la sua morte in riscatto delle trasgressioni commesse sotto la prima alleanza, coloro che sono stati chiamati ricevano l'eredità eterna che era stata promessa.
 
SEQUENZA
[Tra parentesi quadre la parte facoltativa]
 
[Sion, loda il Salvatore, 
la tua guida, il tuo pastore 
con inni e cantici. 
 
Impegna tutto il tuo fervore: 
egli supera ogni lode, 
non vi è canto che sia degno. 
 
Pane vivo, che dà vita: 
questo è tema del tuo canto, 
oggetto della lode. 
 
Veramente fu donato 
agli apostoli riuniti 
in fraterna e sacra cena. 
 
Lode piena e risonante, 
gioia nobile e serena 
sgorghi oggi dallo spirito.
 
Questa è la festa solenne 
nella quale celebriamo 
la prima sacra cena.
 
E il banchetto del nuovo Re, 
nuova, Pasqua, nuova legge; 
e l'antico è giunto a termine. 
 
Cede al nuovo il rito antico, 
la realtà disperde l'ombra: 
luce, non più tenebra. 
 
Cristo lascia in sua memoria 
ciò che ha fatto nella cena: 
noi lo rinnoviamo,
 
Obbedienti al suo comando, 
consacriamo il pane e il vino, 
ostia di salvezza. 
 
È certezza a noi cristiani: 
si trasforma il pane in carne, 
si fa sangue il vino. 
 
Tu non vedi, non comprendi, 
ma la fede ti conferma, 
oltre la natura. 
 
È un segno ciò che appare: 
nasconde nel mistero 
realtà sublimi.
 
Mangi carne, bevi sangue; 
ma rimane Cristo intero 
in ciascuna specie. 
 
Chi ne mangia non lo spezza, 
né separa, né divide: 
intatto lo riceve. 
 
Siano uno, siano mille, 
ugualmente lo ricevono: 
mai è consumato. 
 
Vanno i buoni, vanno gli empi; 
ma diversa ne è la sorte: 
vita o morte provoca. 
 
Vita ai buoni, morte agli empi: 
nella stessa comunione 
ben diverso è l'esito! 
 
Quando spezzi il sacramento 
non temere, ma ricorda: 
Cristo è tanto in ogni parte, 
quanto nell'intero. 
 
È diviso solo il segno 
non si tocca la sostanza; 
nulla è diminuito 
della sua persona. ]
 
Ecco il pane degli angeli, 
pane dei pellegrini, 
vero pane dei figli: 
non dev’essere gettato.
 
Con i simboli è annunziato, 
in Isacco dato a morte, 
nell'agnello della Pasqua, 
nella manna data ai padri. 
 
Buon pastore, vero pane, 
o Gesù, pietà di noi: 
nutrici e difendici, portaci ai beni eterni 
nella terra dei viventi. 
 
Tu che tutto sai e puoi, 
che ci nutri sulla terra, 
conduci i tuoi fratelli alla tavola del cielo 
nella gioia dei tuoi santi.
 
Canto al Vangelo Gv 6,51
Io sono il pane vivo disceso dal cielo, dice il Signore, se uno mangia di questo pane vivrà in eterno.
 
Vangelo Mc 14, 12-16. 22-26
Questo è il mio corpo. Questo è il mio sangue.
Il primo giorno degli Àzzimi, quando si immolava la Pasqua, i discepoli dissero a Gesù: «Dove vuoi che andiamo a preparare, perché tu possa mangiare la Pasqua?».
Allora mandò due dei suoi discepoli, dicendo loro: «Andate in città e vi verrà incontro un uomo con una brocca d'acqua; seguitelo. Là dove entrerà, dite al padrone di casa: "Il Maestro dice: Dov'è la mia stanza, in cui io possa mangiare la Pasqua con i miei discepoli?. Egli vi mostrerà al piano superiore una grande sala arredata e già pronta; lì preparate la cena per noi».
I discepoli andarono e, entrati in città, trovarono come aveva detto loro e prepararono la Pasqua. Mentre mangiavano, prese il pane e recitò la benedizione, lo spezzò e lo diede loro, dicendo: «Prendete, questo è il mio corpo». Poi prese un calice e rese grazie, lo diede loro e ne bevvero tutti. E disse loro: «Questo è il mio sangue dell'alleanza, che è versato per molti. In verità io vi dico che non berrò mai più del frutto della vite fino al giorno in cui lo berrò nuovo, nel regno di Dio».
Dopo aver cantato l'inno, uscirono verso il monte degli Ulivi.
 
Sulle Offerte
Concedi benigno alla tua Chiesa, o Padre, i doni dell'unità e della pace, misticamente significati nelle offerte che ti presentiamo. Per Cristo nostro Signore.
 
Prefazio della Santa Eucaristia I
L'Eucaristia memoriale del sacrificio di Cristo
E' veramente cosa buona e giusta, nostro dovere e fonte di salvezza, rendere grazie sempre e in ogni luogo a te, Signore, Padre santo, Dio onnipotente e misericordioso, per Cristo nostro Signore.
Sacerdote vero ed eterno, egli istituì il rito del sacrificio perenne; a te per primo si offrì vittima di salvezza, e comandò a noi di perpetuare l'offerta in sua memoria. Il suo corpo per noi immolato è nostro cibo e ci dà forza, il suo sangue per noi versato è la bevanda che ci redime da ogni colpa.
Per questo mistero del tuo amore, uniti agli angeli e ai santi, cantiamo con gioia l'inno della tua lode:
Santo, Santo, Santo ...
 
Antifona alla Comunione Mc 14,22.24
«Prendete, questo è il mio corpo, questo è il mio sangue, il sangue dell'alleanza», dice il Signore. Alleluia.
 
Dopo la Comunione
Donaci, Signore, di godere pienamente della tua vita divina nel convito eterno, che ci hai fatto pregustare in questo sacramento del tuo Corpo e del tuo Sangue. Tu che vivi e regni nei secoli dei secoli.
 
 
Preparazione
  • Innanzitutto è da curare bene ciò che è alla base di ogni celebrazione eucaristica, conviene che in ogni orario siano stabiliti i  lettori (uno per la prima, uno per la seconda lettura, possibilmente anche il salmista), incaricati per tempo e ben preparati, i ministri per il servizio all’altare, gli incaricati del canto, con la scaletta dei canti già pronta e provata.
  • Segno: simbolo vegetale - o le spighe, come domenica scorsa; di grano o di orzo; oppure altre piante o germogli. Questo segno può essere preparato in collaborazione con il Grest, secondo la sua tematica.
  • Se c’è il Grest in corso, si può dare attenzione alla presenza dei bambini, dei ragazzi  e dei loro animatori. Conviene però lasciare fuori della liturgia i segni più chiassosi e spettacolari e mantenere attenzione alla settimana sinodale.
  • Anche in questa domenica può essere buona cosa coinvolgere chi ha partecipato agli incontri della settimana sinodale, i componenti dell'Assemblea sinodale, i piccoli gruppi sinodali.
 
Riti di ingresso
  • Alla processione d'inizio potranno prendere parte i componenti dei piccoli gruppi sinodali e dell'Assembea sinodale in grado di prestare servizio liturgico.
  • Come atto penitenziale, si suggerisce l’aspersione con l’acqua benedetta, accompagnata da un canto gioioso [se sono presenti i fanciulli del Grest, è bene che sia stato loro insegnato]
  • Almeno il ritornello del Gloria sia cantato [Ma può essere buona cosa insegnarne uno per intero, anche agli animatori e bambini e ragazzi del Grest]
  • Alcuni animatori del grest presteranno servizio insieme ai ministri adulti abituali; eventualmente anche accompagnati dai fanciulli che sono già soliti educarsi al servizio liturgico.
 
Liturgia della parola
  • A noi che “vogliamo vedere Gesù” è chiesto prima di tutto di ascoltarlo: lo vediamo profeticamente annunciato nelle parole di Ezechiele: lui è il ramo, che sembrava secco e morto, che viene innalzato e fatto fruttificare; nel suo stesso Spirito preghiamo il salmo; dalla lettura apostolica siamo invitati ad entrare nella profondità del suo mistero; nel Vangelo lui stesso ci parla, e si mostra come il granello di senape, divenuto ormai grandissimo, tanto che noi stessi oggi ci posiamo sui suoi rami. Già sappiamo che non servono grosse preparazioni complicate: solo alcune persone che si sono ben preparate a proclamare la Parola (compresi il prete, o il diacono, a cui è affidato il Vangelo), e una comunità disposta ad ascoltare, in silenzio, con attenzione, coinvolgendo nel silenzio anche chi è meno disposto.
  • Il gruppo liturgico parrocchiale prepara le preghiere dei fedeli; altrimenti è possibile avvalersi di quelle che saranno proposte come esempio.
 
Liturgia eucaristica
  • Si possono mantenere le stesse attenzioni di domenica scorsa:
    • La presentazione dei doni
    • L’attenzione alla frazione del pane, con il canto dell’Agnello di Dio, e le ostie consacrate nella celebrazione stessa.
    • La preghiera silenziosa di chi presiede, nel silenzio orante dell’assemblea, dopo la frazione del pane e prima  di dire “Beati gli invitati…”
  • A noi che “vogliamo vedere Gesù”, egli si mostra nella grande preghiera eucaristica, e nel segno del Pane e del vino. 
 
Riti di conclusione
  • Si consiglia una benedizione solenne
  • Tra gli avvisi si possono richiamare gli appunatemnti sinodali che ci attendono a settembre.
  • Anche in questa domenica, dare una speciale attenzione alla visita agli ammalati, anche a quelli a cui non viene portata la comunione.
 
Colletta
O Dio, fortezza di chi spera in te, ascolta benigno le nostre invocazioni, e poiché nella nostra debolezza nulla possiamo senza il tuo aiuto, soccorrici con la tua grazia, perché fedeli ai tuoi comandamenti possiamo piacerti nelle intenzioni e nelle opere. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
Oppure:
O Padre, che a piene mani semini nel nostro cuore il germe della verità e della grazia, fa’ che lo accogliamo con umile fiducia e lo coltiviamo con pazienza evangelica, ben sapendo che c’è più amore e giustizia ogni volta che la tua parola fruttifica nella nostra vita. Per il nostro Signore Gesù Cristo...
 
Prima lettura Ez 17,22-24
Io innalzo l’albero basso.
Così dice il Signore Dio: «Un ramoscello io prenderò dalla cima del cedro, dalle punte dei suoi rami lo coglierò e lo pianterò sopra un monte alto, imponente; lo pianterò sul monte alto d’Israele. Metterà rami e farà frutti e diventerà un cedro magnifico. Sotto di lui tutti gli uccelli dimoreranno, ogni volatile all’ombra dei suoi rami riposerà. Sapranno tutti gli alberi della foresta che io sono il Signore, che umilio l’albero alto e innalzo l’albero basso, faccio seccare l’albero verde e germogliare l’albero secco. Io, il Signore, ho parlato e lo farò».
 
Salmo responsoriale (Sal 91)
RIT. È bello rendere grazie al Signore.
È bello rendere grazie al Signore e cantare al tuo nome, o Altissimo, annunciare al mattino il tuo amore, la tua fedeltà lungo la notte. RIT
Il giusto fiorirà come palma, crescerà come cedro del Libano; piantati nella casa del Signore, fioriranno negli atri del nostro Dio. RIT
Nella vecchiaia daranno ancora frutti, saranno verdi e rigogliosi, per annunciare quanto è retto il Signore, mia roccia: in lui non c’è malvagità. RIT
 
Seconda lettura 2Cor 5,6-10
Sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere graditi al Signore.
Fratelli, sempre pieni di fiducia e sapendo che siamo in esilio lontano dal Signore finché abitiamo nel corpo – camminiamo infatti nella fede e non nella visione –, siamo pieni di fiducia e preferiamo andare in esilio dal corpo e abitare presso il Signore. Perciò, sia abitando nel corpo sia andando in esilio, ci sforziamo di essere a lui graditi. Tutti infatti dobbiamo comparire davanti al tribunale di Cristo, per ricevere ciascuno la ricompensa delle opere compiute quando era nel corpo, sia in bene che in male.
 
Canto al Vangelo (Mc 4,30)
Il seme è la parola di Dio, il seminatore è Cristo: chiunque trova lui, ha la vita eterna.
 
Vangelo Mc 4,26-34
È il più piccolo di tutti i semi, ma diventa più grande di tutte le piante dell’orto.
In quel tempo, Gesù diceva [alla folla]: «Così è il regno di Dio: come un uomo che getta il seme sul terreno; dorma o vegli, di notte o di giorno, il seme germoglia e cresce. Come, egli stesso non lo sa. Il terreno produce spontaneamente prima lo stelo, poi la spiga, poi il chicco pieno nella spiga; e quando il frutto è maturo, subito egli manda la falce, perché è arrivata la mietitura». Diceva: «A che cosa possiamo paragonare il regno di Dio o con quale parabola possiamo descriverlo? È come un granello di senape che, quando viene seminato sul terreno, è il più piccolo di tutti i semi che sono sul terreno; ma, quando viene seminato, cresce e diventa più grande di tutte le piante dell’orto e fa rami così grandi che gli uccelli del cielo possono fare il nido alla sua ombra». Con molte parabole dello stesso genere annunciava loro la Parola, come potevano intendere. Senza parabole non parlava loro ma, in privato, ai suoi discepoli spiegava ogni cosa.
 
Preghiere dei fedeli
 
Invochiamo Dio, nostro Padre, perché sempre di più possa germogliare il seme buono del suo Regno, nelle nostre comunità, nella nostra diocesi, nel mondo intero.
 
Diciamo insieme con fiducia: Padre, venga il tuo Regno.
  • Per la Chiesa, sparsa in tutto il mondo, perché resti accogliente e disponibile ad ogni uomo, senza cadere nella trappola della chiusura, della diffidenza, dell’odio.Preghiamo.
  • Per la Chiesa di Dio che è in Mantova: perché lo Spirito apra i nostri occhi a vedere i primi frutti del cammino sinodale percorso e l’azione quotidiana del Risorto in mezzo a noi.
  • Per tutti gli affamati: perché abbiano il cibo necessario alla vita quotidiana e si interrompano l’avidità e lo sfruttamento indiscriminato delle risorse della terra a vantaggio di pochi.
  • [ una o due Intenzioni particolari della parrocchia: ad esempio il Grest, i gruppi della parrocchia andati in uscita estiva, i gruppi scout che sono andati a incontrare il papa, eventuali situazioni difficili, iniziative che si stanno portando avanti o che si sono concluse, persone da ricordare…]
  • Per noi qui presenti: perché a immagine di Cristo restiamo persone cariche di fiducia e positività da trasmettere ai fratelli e alle sorelle, e ad ogni persona che incontriamo.
  • O Padre, che nella tua infinita pazienza semini con abbondanza la tua parola, concedi che i tuoi figli possano raccoglierne i frutti di amore e giustizia. Per Cristo, nostro Signore.
 
Preghiera sulle offerte
O Dio, che nel pane e nel vino doni all’uomo il cibo che lo alimenta e il sacramento che lo rinnova, fa’ che non ci venga mai a mancare questo sostegno del corpo e dello spirito. Per Cristo nostro Signore.
 
Antifona di comunione
Una cosa ho chiesto al Signore, questa sola io cerco: abitare nella casa del Signore tutti i giorni della mia vita. (Sal 27,4)
Oppure:
Dice il Signore: “Padre santo, custodisci nel tuo nome coloro che mi hai dato, perché siano una cosa sola, come noi”.(Gv 17,11)
Oppure:
Il regno di Dio è come il granellino di senapa che si fa albero e offre riparo agli uccelli del cielo. (cf. Mc 4,31-32)
 
Preghiera dopo la comunione
Signore, la partecipazione a questo sacramento, segno della nostra unione con te, edifichi la tua Chiesa nell’unità e nella pace. Per Cristo nostro Signore. 

Torna all'inizio