·   costruiamo una strada   ·
con la Scrittura, la Lettera Sinodale, il Tempo Liturgico

- La Scrittura come pietra fondante
Raccogliamo i materiali di costruzione. Il Vescovo ci ha fornito una potente ispirazione biblica, attorno al brano di Giovanni 12: “Vogliamo vedere Gesù”. Possiamo paragonarlo ad una pietra angolare, capace di reggere i prossimi due anni. È la roccia su cui vogliamo appoggiarci.
Il brano si articola in due sezioni. Può essere distinto infatti in due parti, vv. 20-26 e vv. 27-36. Le due parti diventano così due distinti punti di appoggio, uno per ogni anno. Si integrano molto bene con il percorso del Sinodo, possono essere validi anche per un percorso parrocchiale o di gruppo.


- Percorsi di visione come architravi
Dopo aver individuato le rocce di appoggio, gettiamo le arcate. Don Lorenzo
Rossi ha elaborato un approfondimento biblico, ritrovando una serie di “per-
corsi di visione” nel vangelo di Giovanni attorno al potente simbolo della “visione”. Si tratta di interessanti architravi, capaci di articolare l’ispirazione del Vescovo in maniera distesa nel tempo, seguendo la forza simbolica del vangelo di Giovanni.

Possiamo sintetizzare così:
“Maestro, dove abiti? Venite e vedrete” (Gv 1,35-51). L’incontro dei discepoli del Battista con l’Agnello di Dio.
“Finché sono nel mondo, sono la luce del mondo” (Gv 9,1-41). Il cieco nato ritorna a vedere, fino a riconoscere il Figlio dell’uomo.
“Guarderanno a colui che hanno trafitto” (Gv 19,25-37). Il crocifisso è il chicco di grano che muore, e che porta molto frutto. A lui deve guardare chi vuole davvero “vedere Gesù” e mostrarlo al mondo.
“Abbiamo visto il Signore” (Gv 20,1-30). Ripercorriamo l’esperienza dei testimoni della risurrezione. Anche noi, al termine dei due anni del Sinodo, dovremmo poter dire “Abbiamo visto Gesù” e ripartire i quattro brani nei tempi forti dei due anni che ci attendono.


Avvento-Natale 2014-2015: Maestro, dove abiti?
Quaresima-Pasqua 2015: Guarderanno a colui che hanno trafitto.
Avvento-Natale 2015-2016: Io sono la luce del mondo.
Quaresima-Pasqua 2016: Abbiamo visto il Signore


- La lettera sinodale e le questioni pastorali: 15 oppure 14+1
L’altro punto di riferimento è la lettera sinodale che il Vescovo Roberto ha con segnato a tutta la diocesi a partire dalle 15 questioni pastorali fondamentali che la Commissione preparatoria del Sinodo ha individuato e su cui dovremo confrontarci e deliberare.
Sono come i mattoni di un percorso, che verranno sbozzati dalla consultazione dei gruppi sinodali e che possono utilmente diventare materiali da costruzione.
La prima questione sinodale ha un carattere speciale. È come un filo conduttore, su cui corre tutto il percorso sinodale. È come il nastro di asfalto, che permette ai veicoli di correre. Se manca si va a rilento. È la questione della vita spirituale solida (n. 1).
Abbiamo poi due questioni sulla libertà: Accogliere il dono per scegliere (n. 2) e Liberi come Gesù per generare, (n. 3).
Due questioni riflettono sulla fraternità, interna alla comunità e aperta al mondo: Comunità fraterne, fondate sull’amore (n. 4); I cristiani al servizio del bene comune (n. 9).
All’apertura e all’ottimismo, nei confronti di se stessi e del mondo, sono dedicate altre due questioni: Una comunità cristiana partecipe e insieme critica del proprio tempo (n.10); La fiducia costruisce la comunità e il mondo (n. 12).
Il tema della fragilità è articolato in due questioni: La malattia e la morte, luoghi abitati dall’annuncio (n.7) e Il cristiano di fronte alla sfida della povertà e delle fragilità sociali (n. 8).
Il nodo fondamentale del tempo è anch’esso ripartito in due questioni: La fede dà al tempo pienezza, profondità e prospettiva (n. 5); Liturgia e preghiera: tempo in cui Dio edifica la comunità (n. 6).
L’evangelizzazione è esplicitata soprattutto nelle questioni Alle soglie della fede (11) e La gioia, la chiamata, il dovere di evangelizzare (n.15).
Lo scopo finale del percorso sinodale è l’edificazione di autentiche comunità cristiane dentro il territorio diocesano; essa appare particolarmente nelle due questioni: Promuovere la corresponsabilità, vivere la comunione (n.13) e Le unità pastorali al servizio di comunità vive e missionarie (n.14).
Le questioni sinodali si richiamano dunque a due a due; sono come i blocchi che vengono a costruire la strada, su cui si poggia l’asfalto della maturità spirituale. La logica con cui sono state ordinate nella Lettera sinodale consente
altre prospettive che si adattano alla logica dell’anno liturgico-pastorale.
Infatti le questioni possono essere ripartite nei due anni del Sinodo e in maniera appropriata secondo i tempi di Avvento-Natale/Quaresima-Pasqua/Ordinario.
Ne abbiamo dato un quadro generale, per poi vederle nel dettaglio, insieme all’ispirazione fondamentale e al percorso di visione.


- L’anno liturgico e la vita delle comunità
La tradizione della Chiesa ci offre il percorso dell’anno liturgico: per incarnare nel nostro tempo la vita di Gesù. Le tradizioni delle nostre comunità parrocchiali delineano infine l’“anno pastorale”, che rispecchia più da vicino le esigenze formative e comunitarie del nostro tempo. Si tratta delle fondamenta di ogni possibile percorso.


- Le fasi del Sinodo
Sono già tracciate le fasi fondamentali del Sinodo: un anno di consultazione e di studio, un anno di discussione e deliberazione. Sono come due grandi lotti di terreno, su cui innalzare la nostra costruzione.
Il 2014-2015 sarà l’anno della ricerca, consultazione e dello studio, la cui frase guida è “Vogliamo vedere Gesù”.
Il 2015-2016 sarà l’anno della discussione-deliberazione; la frase guida sarà “Padre, glorifica il tuo nome”.